Parte seconda

Esiste ciò che possiamo chiamare: una sapienza antichissima del mondo. Ciò che l’uomo può indagare, sapere, conoscere, le idee e i concetti ch’egli conquista, e così pur le immaginazioni, ispirazioni e intuizioni della chiaroveggenza ch’egli conquista, tutto ciò è, se e lecito dir così solo post-vissuto dall’uomo, ma è già stato pre-vissuto e pre-saputo appunto dalle entità che stanno al di sopra dell’uomo.

In questo passaggio Steiner ci dice che osservando il mondo, la natura noi possiamo imparare a capire come è la realtà che ci circonda ma tutto ciò è già stato pre-saputo e pre-vissuto dalle entità spirituali superiori all’uomo. Questo vale sia per le conoscenze di tipo “accademico” che per quelle della scienza spirituale.

Se ci è lecito usare un paragone alla buona, diremo che anzitutto l’orologiaio ha l’idea, il pensiero dell’orologio, poi, secondo quest’idea, costruisce l’orologio. L’orologio è costruito secondo le idee dell’orologiaio che hanno preceduto la costruzione; in seguito poi qualcuno può smembrare l’orologio, analizzarlo e studiare da  quali pensieri dell’orologiaio esso abbia avuto origine; egli ripensa allora i pensieri dell’orologiaio. Solo così, in sostanza, l’uomo, al suo stadio normale d’evoluzione, può contenersi di fronte all’antichissima saggezza cosmica primordiale delle entità spirituali a lui superiori.

Questa parte non ha bisogno di commenti; mi sembra sia chiara.

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