VOGLIAMO VERAMENTE USCIRE DALLA CRISI?

Ho letto oggi sul giornale che Draghi vuole togliere all’Italia la sovranità perché gli investitori non si fidano dell’economia italiana. Io chiederei a signor Draghi quale parte di sovranità vorrebbe ancora toglierci. La crisi economica è così forte perché non abbiamo più la sovranità monetaria.

Il denaro è un convenzione fata dagli uomini. Prima era un mezzo per facilitare gli scambi e con il passare del tempo gli uomini si sono accorti che controllando il denaro potevano controllare la vita delle persone. Se le persone conoscessero il denaro potrebbero smascherare gli uomini che impongono dei sistemi economici efficienti. Omettono però di dire che questi sitemi economici arricchiscono le persone già ricche.

Non sono un economista ma io credo che per uscire da questa crisi basterebbe che circolasse più denaro. All’inizio il denaro in più aiuterebbe aziende e famiglie a riprendersi, e contribuirebbe a sollevare gli animi delle persone. In seguito, se il denaro in circolazione dovesse essere troppo, lo Stato potrebbe aumentare le imposte per togliere il surplus di denaro dalla circolazione. Questo semplice ragionamento potrebbe essere banale e sicuramente non tiene conto di regole macro e micro economiche che io ignoro. Ma potrebbe essere un punto di partenza. Il punto dolente è che per avere denaro noi lo dobbiamo comprare dalla BCE che non ce lo da gratis. Se noi potessimo stamparlo invece lo avremmo quasi gratis e a portata di tutti.

Vogliamo veramente uscire dalla crisi?

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Denaro: quante domande…

Chi ha deciso che il denaro che noi usiamo debba essere proprio quello che usiamo?
Pongo questa domanda per riflettere sulla questione DENARO. Esso è una convenzione dell’uomo, non ha nessun valore reale, ma ha un valore convenzionale.
Gi uomini lavorano per guadagnare denaro. Quale denaro? Quello, che un piccolo gruppo di uomini ha deciso essere quello vero. Peccato che chi ha il denaro vero non lo da a chi ne ha bisogno.
Chi decide di stamapre il denaro? Sempre un piccolo gruppo di uomini. Chi decide quanto denaro stampare? Sempre lo stesso gruppo di uomini.
E questi uomini si ritrovano a fare riunioni interminabili parlando con parole di alta finanza e decidono le sorti di milioni di persone.
Non basterebbe pensare ad una piú equa distribuzione della ricchezza?

Ci avete mai pensato?
Se vado a chiedere un prestito in banca essa non mi da denaro che ha guadagnato ma denaro che ha creato con un semplice tocco di qalche tasto. Questo perchè le banche possono fare credito di più del doppio del denaro che hanno nelle casse. E noi per ridarlo dobbiamo lavorare, ossia usare il nostro tempo e le nostre energie per ridare del denaro creato dal nulla.
Comodo creare il denaro dal nulla. E anche molto comodo per le banche riceverlo a al tasso di interesse dell uno percento.
Mi nasce una domanda interiore: ma cosa se ne fanno i banchieri di tutto quel denaro? Suppongo una grande indigestione.

Con sincera preoccupazione

Per un mondo migliore

La democrazia rimane solo un’idea.Stiamo perdendo giorno dopo giorno la nostra sovranità nazionale, venduta alla banche. La moneta che dovrebbe essere del popolo e garantire ad esso una vita serena, è divenuto strumento di potere in mano a pochi che lo usano per i propri fini egoistici.

Chi ha deciso che la BCE dovesse essere l’unica banca che stampa le monete?

Dove sono finiti i miliardi che la BCE ha dato alle nostre banche? I miliardi servono solo a garantire il non fallimento delle banche.

Un giornale svizzero dice che Monti attuerà il prelievo forzoso dai nostri conti correnti.

Prima o poi il denaro perderà tutto il suo valore fittizio e torneranno ad avere valore la terra che produce cibo, le mucche, le galline. In un futuro prossimo torneremo a coltivare ed ad allevare per poter vivere, e i prodotti saranno merce di scambio. Si potranno formare piccole comunità con la loro moneta, nella speranza che rimanga solo un mezzo, non essa stessa una merce.L’uomo non è riuscito ancora ad elevarsi dal suo stato di egoismo. Non riesce a sentire che non si può stare bene se il proprio vicino non sta bene. Bisogna lavorare per il bene dell’umanità. Giorno dopo giorno. Coltivando pensieri ed azioni in armonia con la verità che si trova nel mondo spirituale.

Per un mondo migliore.

Con sincera preoccupazione

I famosi DERIVATI…

Indignato é dire poco…

I famosi DERIVATI, di cui si sente parlare in televisione non sono altro che scommesse, vere e proprie scommesse che gli speculatori fanno, per esempio sulla bancarotta dell’Italia. Così chi scommette ha tutto l’interesse affinché si avveri il risultato.
Mi chiedo chi sono i criminali. Ho un momento di smarrimento. Come è possibile che le persone al governo non denuncino questa speculazione assolutamente assurda?
Lo smarrimento si trasforma in sbigottimento, dopo aver sentito la Santanchè che paragona la Minetti a Nilde Iotti.
Allora tutto è possibile…
Con sincera preoccupazione.

Monti style

Ho compreso il grande lavoro del sobrio presidente Monti. Vuole vendere la nostra sovranità popolare. In parte già venduta. Prendendo i soldi dalla BCE ha di fatto consegnato parte del paese in mano a chi comanda usando il denaro come bene di ricatto.

Io sarei stato più contento se avessimo fatto come l’Islanda. Noi cittadini attraverso i nostri soldi ripiantiamo il debito pubblico, chiaramente facendo pagare di più i ricchi.

Ma noi preferiamo sottostare ad un padrone. Ci sveglieremo? Speriamo quando non sarà troppo tardi.

Con sincera preoccupazione.

Ne vale la pena?

Lavorando in Svizzera posso sperimentare quanto sia intriso nella cultura italiana il non curare la cosa pubblica.
Gherardo Colombo, ospite a Servizio Pubblico, sosteneva che per combattere la corruzione bisogna cambiare il sostrato culturale partendo dal basso, ossia educare i futuri uommini a pensare in modo diverso.
Un italiano se non paga è contento, se paga per essere privilegiato è contento, e in certi ambiti, non se ne può fare a meno. E’ bello non pagare nulla ma è giusto che io non dia nulla in cambio per qulacosa che ricevo e che userò? E’ giusto pagare per essere priviligiati per qualcosa di cui ho diritto? O pagare per lavorare, per facilitare lo svolgersi di un lavoro?
Io non credo sia giusto e soprattuto sento che tutto quello che un uomo fa a discapito di un altro, prima o poi gli torna indietro maggiorato.
Ne vale la pena?

… e i piccoli ci rimettono

Liberarizzare gli orari di apertura dei negozi dovrebbe portare più entrate ai commercianti? Io non sono un venditore, faccio il maestro elementre, e mi pronuncio su questo argomento più che altro per essere smentito. Insomma più ore di lavoro significano più entrate? È tutto da dimostrare. Io credo che per i grandi centri commerciali possa funzionare; non per i piccoli negozi. Più ore significano più spese: energia elettrica, riscaldamento, commessi da assumere. Ne vale la pena?

Vedremo nel prossimo futuro se questa scelta è stata positiva oppure se è a vantaggio dei soliti noti.

Con sincera preoccupazione.