Riassunto e commento del libro “Gerarchie spirituali” – Parte terza

Esse [entità spirituali] ebbero dapprima le immaginazioni, le ispirazioni, le intuizioni, le idee e i pensieri secondo i quali è formato il nostro mondo, quale lo vediamo intorno intorno a noi.

L’uomo, trova a sua volta in questo mondo quei pensieri e quelle idee; e quando si eleva alla contemplazione chiaroveggente, trova pure le immaginazioni, le ispirazioni e le intuizioni per mezzo delle quali egli penetra nuovamente nel mondo delle entità spirituali. Perciò possiamo dire: prima che il nostro mondo fosse, esisteva la saggezza della quale dobbiamo appunto parlare; essa è il disegno del mondo.

L’uomo vede l’effetto della saggezza universale ammirando la bellezza del creato in tutte le sue forme e se si spinge oltre la materia, oltre la pura e visibile materialità vedrà la saggezza nella sua forma primordiale, non l’effetto ma la causa o essenza.

Fin dove dobbiamo dunque risalire per trovare quella sapienza antichissima del mondo, se vogliamo rimanere nell’ambito della realtà? Dobbiamo forse risalire a qualche periodo storico nel quale abbia insegnato questo o quel grande maestro? Certamente noi possiamo imparare molto risalendo alle diverse epoche storiche e andando a scuola dai grandi maestri; ma per trovare l’antichissima saggezza cosmica nel suo vero e più alto aspetto, dobbiamo risalire al tempo in cui ancora non esisteva una terra visibile, un mondo intorno a noi percepibile dai sensi fisici, poiché il mondo è scaturito dalla saggezza stessa. 

Da questa frase possiamo capire che la terra non è sempre stata visibile ma c’è stato un tempo in cui essa era invisibile, formata da “materia” invisibile e non percepibile con i sensi fisici. L’uomo non era come ora ed esseri spirituali creavano, il nostro mondo, plasmavano la saggezza primordiale.

Riassunto e commento del libro “Gerarchie spirituali” – Parte seconda

Parte seconda

Esiste ciò che possiamo chiamare: una sapienza antichissima del mondo. Ciò che l’uomo può indagare, sapere, conoscere, le idee e i concetti ch’egli conquista, e così pur le immaginazioni, ispirazioni e intuizioni della chiaroveggenza ch’egli conquista, tutto ciò è, se e lecito dir così solo post-vissuto dall’uomo, ma è già stato pre-vissuto e pre-saputo appunto dalle entità che stanno al di sopra dell’uomo.

In questo passaggio Steiner ci dice che osservando il mondo, la natura noi possiamo imparare a capire come è la realtà che ci circonda ma tutto ciò è già stato pre-saputo e pre-vissuto dalle entità spirituali superiori all’uomo. Questo vale sia per le conoscenze di tipo “accademico” che per quelle della scienza spirituale.

Se ci è lecito usare un paragone alla buona, diremo che anzitutto l’orologiaio ha l’idea, il pensiero dell’orologio, poi, secondo quest’idea, costruisce l’orologio. L’orologio è costruito secondo le idee dell’orologiaio che hanno preceduto la costruzione; in seguito poi qualcuno può smembrare l’orologio, analizzarlo e studiare da  quali pensieri dell’orologiaio esso abbia avuto origine; egli ripensa allora i pensieri dell’orologiaio. Solo così, in sostanza, l’uomo, al suo stadio normale d’evoluzione, può contenersi di fronte all’antichissima saggezza cosmica primordiale delle entità spirituali a lui superiori.

Questa parte non ha bisogno di commenti; mi sembra sia chiara.

Riassunto e commento del libro “Gerarchie spirituali” – Parte prima

Introduzione

Dal mio punto di vista quest’opera (O. O. 110 – 10 conferenze tentue a Düsseldorf al 12 al 18 aprile 1909) permette di entrare pienamente dentro l’antroposofia perché affronta la nascita del mondo e dell’uomo secondo la visione appunto antroposofica. Non è un entrata dalla porta laterale ma dalla porta centrale.

In corsivo saranno scritte la parti di citazione dalla traduzione italiana delle conferenze. Questo simbolo […] se posto alla fine della citazione, indica che il testo prosegue; mentre se posto all’inizio indica che prima della frase citata c’è altro testo non riportato in questa sede.


Prima conferenza – Düsseldorf, 12 aprile 1909, mattina

Questo ciclo di conferenze ci condurrà in regioni molto elevate della vita spirituale, molto  fuori della nostra dimora terrestre, non solo nei mondi spaziali fisici, ma anche nei mondi spirituali dai quali il mondo spaziale fisico ebbe origine. […]

[…] Ma appunto da un siffatto ciclo di conferenze apparirà chiaro come in sostanza tutto il sapere e la saggezza hanno lo scopo di scioglierci il grande, il massimo tra gli enigmi, l’enigma dell’uomo. […]

[…] In questo ciclo di conferenze potremo così forse mirare in alto Verso lo spirito anche se avremo sempre presente di rendere il più possibile comprensibili le cose che devono venir prese da tanto lontano. […]

[…] Occhi invisibili possono contemplare una scala di esseri che rappresentano soltanto quattro gradini di una gerarchia: il mondo minerale, il mondo vegetale, il mondo animale e quello umano. Ma sopra l’uomo comincia un mondo di essere invisibili, e all’uomo è dato, grazie alla conoscenza di ciò che trascende i sensi fisici e fin dove esse gli è possibile, di salire per un certo tratto alle potenze ed entità che, nell’invisibile mondo soprasensibile, sono la continuazione dei quattro gradini che si trovano sulla terra stessa. […]

Dalla lettura di queste frasi si capisce che Steiner vuole condurci in mondi elevati, fuori dalla nostra dimora terrestre, per andare ad indagare da dove il mondo ebbe origine e, procedendo lungo questo sentiero arriveremo a sciogliere il grande enigma: l’uomo. Arriveremo a rispondere alle domande fondamentali: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Indagando l’origine del mondo indagheremo anche l’origine dell’uomo.

A questo punto egli ci dice che per indagare i mondi spirituali, per parlare di gerarchie spirituali dobbiamo guardare con a loro con l’occhio dell’anima.

Come dicevo nella mia introduzione, Steiner aveva la possibilità di guardare nel mondo spirituale e, cosa più importante, di sapere dove guardare e capire cosa stava guardando, così ha potuto riportarlo a parole nelle sue conferenze. Noi possiamo ascoltare (leggere) le sue parole e  farci un’idea di quello che si è presentato ai suoi occhi, cercando di percepire nella nostra anima se siamo in accordo con le poderose immagini da lui mirabilmente narrate oppure meno. In questo secondo caso si può continuare a leggere assumendo il contenuto come un possibile punto di vista sulla realtà oppure, se esso ci sembra troppo lontano da noi, fermarsi e dedicarsi ad altro.